Le novità di Facebook, tra 2019 e 2020

Facebook ha attraversato il 2019 difendendosi da vari scandali e vedendo tramontare un progetto ambizioso come la criptovaluta Libra. Il 2020 sarà l’anno del rilancio per il brand?

Creator Studio e Ads Manager

Forse la novità più appariscente del 2019, il Creator Studio è un centro di creazione, revisione e, soprattutto, programmazione dei post. Andando forse a complicare un po’ l’usabilità del precedente strumento su Facebook, va sicuramente ad aprire nuovi orizzonti su Instagram. Restano escluse le Story, per non penalizzarne l’autenticità.

Particolarmente interessanti, invece, le opzioni di gestione e analisi video, come la visualizzazione delle fonti di traffico più redditizie e i dettagli relativi al tempo di visualizzazione.

Nel 2020 vedremo se andrà a coprire interamente i servizi offerti da terze parti.

Perché ci interessa? Si tratta del passo avanti più deciso verso il supporto della gestione dei contenuti sulle piattaforme di Zuckerberg!

A proposito di interfacce: è cambiato anche l’Ads Manager: dopo un inevitabile periodo di ambientazione, risulterebbe essere più efficiente e versatile, soprattutto nella navigazione rapida tra vari gruppi e annunci.

Ottimizzazione campagna

Dall’anno scorso gli inserzionisti potranno impostare un budget a livello di campagna (CBO), dedicato a tutti i set di annunci. Facebook distribuirà automaticamente il budget sulle inserzioni più efficaci, generando così migliori risultati e permettendo di risparmiare tempo nell’impostazione degli ad set.

In attesa che l’ottimizzazione del budget a livello di campagna diventi obbligatoria come annunciato, ecco alcune best practice:

  • Ridurre il numero di gruppi di inserzioni per dare priorità alla qualità rispetto alla quantità. NOTA: il numero massimo di gruppi per campagna, anche se non attivi, è 70.
  • Impostare i budget in modo che ogni set di annunci possa raggiungere 50 conversioni uniche a settimana.
  • Limitare le modifiche per ridurre la fase di apprendimento.
  • Aumentare la copertura e ridurre al minimo la sovrapposizione del pubblico in modo che l’algoritmo possa portare conversioni nel modo più efficiente.
  • All’inizio, utilizzare tutte le possibilità offerte dai posizionamenti o dalla personalizzazione delle risorse creative per far sì che l’algoritmo possa isolare le variabili più efficaci.

Perché ci interessa? Ogni marketer ha la sua ricetta per il successo, ma non è mai definitiva e necessita di spunti per migliorare continuamente e adattarsi ai cambiamenti della piattaforma.

Apprendimento automatico

L’apprendimento automatico è il terreno di confronto per molte piattaforme di advertising, in corsa per creare sistemi che diventano più intelligenti man mano che ottengono ed elaborano risultati. Questo principio viene applicato alla creazione di annunci dinamici, per offrire personalizzazione e scalabilità.

Facebook utilizzerà i propri algoritmi e le informazioni condivise sui pubblici target per offrire le campagne pubblicitarie dinamiche più pertinenti ai singoli utenti, influenzate dalle loro azioni sulla e fuori dalla piattaforma.

Tra le esperienze di Ads personalizzate che Facebook sta lentamente rendendo disponibili, troviamo Dynamic Formats and Ad Creative for Dynamic Ads, Auto-translated Languages e Multiple Text Optimization.

Quest’ultima non è altro che la versione social della funzione “annunci adattabili” offerta da Google, che in inglese viene chiamata Multiple Text Options. Questa funzione offre essenzialmente un aggiornamento dello strumento di A/B testing: è possibile creare, testare e ottimizzare diverse versioni dei titoli e dei copy degli annunci, nonché delle descrizioni dei prodotti.

Perché ci interessa? Gli automatismi non sostituiranno mai i marketer, finché sapremo come sfruttarli al meglio

Nuovo newsfeed (di nuovo)

A ottobre 2019, Facebook ha cambiato (di nuovo) il modo in cui calcola le impressioni organiche delle Pagine.

Secondo l’esperto di social media Matt Navarra (tra i primi a ricevere la notizia), le modifiche sono progettate per allineare il modo in cui vengono calcolate le impressioni organiche sulle Pagine con la metodologia utilizzata per gli annunci.

Perché ci interessa? Queste modifiche influiranno sulla composizione dei newsfeed, influendo sulla portata organica dei post. Ad approfondire il funzionamento dell’algoritmo di Facebook, raccogliendo vari indizi, ci ha recentemente pensato Tinuiti con un’analisi approfondita.

Gruppi

Da qualche tempo Facebook sta testando l’inserimento di annunci nella scheda Gruppi degli utenti. Questi spazi offrono ai brand la possibilità di creare una community con gli utenti oppure di entrare, in punta dei piedi, in uno spazio neutro, con un più alto grado di familiarità e informalità tra i membri.

In entrambi i casi, non è sbagliato pensare che delle persone che hanno manifestato un elevato grado di interesse per un argomento specifico, rispondano ad annunci pertinenti quella specifica nicchia.

Tuttavia, dovranno più che mai essere pertinenti e formulati in modo coerente con l’ambiente “privato” in cui gli utenti entrano ogni volta che accedono a un Gruppo.

Perché ci interessa? Perché sin dall’F8 del 2019 Zuckerberg ha ufficializzato l’enfasi posta sui Gruppi, facendone il cuore dell’esperienza offerta da Facebook.

Instant Articles

Attivi dal 2015, gli Instant Articles hanno generato reazioni contrastanti da parte degli editori, a causa degli benefici unilaterali per la piattaforma social. Oggi questo strumento viene rilanciato con:

  • tempi di caricamento 3 volte più rapidi
  • nuovi pulsanti di navigazione a piè di pagina che aiuteranno i lettori a condividere il contenuto
  • la sezione “altro da” per scoprire altri contenuti del medesimo editore
  • CTA integrato e un modello di rendimento degli annunci
  • Supporto per la lettura direttamente nelle Story

Perché ci interessa? Si tratta di una feature piuttosto controversa in termini di engagement e di utilizzo da parte degli editori, ma Facebook l’ha recentemente aggiornata per valorizzare l’esperienza di lettura e le interazioni: ci sarà un’inversione di tendenza nel 2020?

Deepfake

Con una campagna elettorale presidenziale in corso negli Stati Uniti, Facebook ha annunciato lunedì di bandire dalle sue piattaforme foto e video manipolati (deepfake).

Dopo l’annuncio della Deepfake Detection Challenge a fine 2019, qualche giorno fa Vice Presidente del Global Policy Management Monika Bickert, ha affermato che il social network avrebbe iniziato a rimuovere i contenuti creati da algoritmi di intelligenza artificiale o machine learning che sono stati modificati “in modi che non sono evidenti a una persona media e che probabilmente indurrebbero in errore qualcuno”.

Tuttavia, questo provvedimento non coinvolge “parodie o satira, o video che sono stati modificati esclusivamente per omettere o cambiare l’ordine delle parole”. In questo senso, il video alterato della Presidente della Camera US Nancy Pelosi, che sembra essere l’origine di questo giro di vite, rimarrebbe legittimo.

Perché ci interessa? Nell’ambito dell’advertising, le censure di Facebook ai contenuti visivi sono notevoli, anche se non sempre coerenti. Seguire le evoluzioni della policy permette di non impiegare la propria creatività in contenuti che non verranno approvati.

Privacy

Al Consumer Electronics Show, Facebook sta cercando di recuperare terreno su un campo minato dagli scandali, la privacy, revisionando il proprio tool dedicato. Gli utenti possono così modificare rapidamente una serie di impostazioni di condivisione dei dati.

Cliccando sul simbolo “?” presente in alto a sinistra su tutte le pagine Facebook e poi su “Controllo privacy” è possibile accedere al popup che presenta quattro sezioni:

  • Chi può vedere i contenuti che condividi
  • Come proteggere il tuo account
  • In che modo le persone possono trovarti su Facebook
  • Le tue impostazioni relative ai dati su Facebook

Seppur aggiornato, il Privacy Checkup riguarda più la protezione delle proprie informazioni da altre persone su Facebook, piuttosto che limitare ciò che il social network può raccogliere. In questo senso può essere più utile, una visita alla sezione Inserzioni presente tra le impostazioni.

Perché ci interessa? Un tassello fondamentale del web marketer è conoscere le possibilità di controllo dei dati da parte degli utenti, le loro effettive possibilità e la loro consapevolezza.

Instagram

A luglio 2019, Instagram ha effettuato una piccola ma significativa modifica: ha rimosso il conteggio dei “cuori” sotto ad ogni post.

“Vogliamo che Instagram sia un luogo in cui le persone si sentano a proprio agio nell’esprimersi completamente. Questo prevede anche un aiuto agli utenti per far sì che si concentrino sui contenuti e non sulle metriche di vanità.”

Oltre ai contenuti, il focus del Gruppo Facebook saranno i messaggi: infatti, in questi giorni i primi utenti avranno accesso alla possibilità di inviare Direct Messages anche da desktop.

Più articolato, invece, il test in corso con alcune aziende per permettere agli utenti di acquistare prodotti direttamente sulla piattaforma. Come per Instagram Shopping, tutto partirà dai tag sui post, che porteranno a una pagina dedicata dove l’utente potrà visionare il prodotto, selezionare la taglia o altre caratteristiche, e infine chiudere l’acquisto direttamente dalla app. È prevista una piccola fee per il venditore.

Perché ci interessa? Instagram resta il social sulla cresta dell’onda, l’app dei Millennial, anche grazie alla sua malleabilità nel controbattere colpo su colpo alle novità dei competitor. Sarà nel 2020 che diventerà un diretto competitor di Amazon?

Whatsapp

Nel 2020, mentre gli utenti di WhatsApp attendono funzionalità come la dark mode e i messaggi a tempo, incombono gli annunci pubblicitari.

All’inizio di quest’anno, il vicepresidente di WhatsApp, Chris Daniels, ha parlato del piano dell’azienda di introdurre annunci sulla sua piattaforma e ha dichiarato: “Inseriremo gli annunci nella schermata Stato. Questa sarà la principale modalità di monetizzazione per l’azienda e un’opportunità per le aziende di raggiungere le persone su WhatsApp”.

Gli annunci di stato verranno visualizzati in modo simile a come vengono mostrati durante la navigazione tra le storie di Instagram, mentre si visualizzano gli aggiornamenti di stato dei contatti.

Nonostante i fondatori dell’app avessero escluso questa possibilità, la nuova feature era nell’aria da tempo, ed era stato un Tweet di Matt Navarra a catalizzare il malcontento degli utenti.

Nel frattempo, Facebook ha rilasciato la possibilità di collegare un account WhatsApp (privato o business) alle Pagine, direttamente dalla sezione Impostazioni.

Nascono così più possibilità di creare conversazioni nell’app di messaggistica di gran lunga più usata dagli italiani (31 milioni e 700 mila persone, 14 ore di uso/utente medio in un mese).

Il numero di telefono collegato all’account WA aziendale comparirà nelle informazioni ed eventualmente come pulsante della pagina (sotto la copertina) e nelle CTA degli annunci pubblicitari.

Perché ci interessa? Pur fiorendo come opportunità di business per le aziende, WA per ora è percepita come una “zona franca”, un canale di conversazione privilegiato. Come verranno bilanciate le diverse fonti di monetizzazione dell’app e quale è il modo migliore di usarle per ogni business?

Raccolta fondi

Nel 2019 Facebook ha implementato tre nuovi strumenti di raccolta fondi su tutte le sue piattaforme. Per chi progetta di lavorare con organizzazioni no profit e ancora non li conoscesse, eccoli:

  • Pulsante “Dona” per i profili Instagram di organizzazioni non profit
  • Adesivi “Donate” per le storie di Facebook (che avevamo già disponibili per Instagram)
  • “Gaming for Good”, ovvero lo streaming live di giochi che incoraggia gli utenti a donare a una causa della scelta degli streamer live.

Per tutte le aziende, invece, è bene ricordare la possibilità di realizzare campagne progettate per indirizzare donazioni verso un’organizzazione benefica o l’organizzazione.

Perché ci interessa? Perché non significa solo fare del bene al mondo, ma anche alla brand reputation.

Aspettando l’F8 2020

Dopo questa carrellata di feature tra 2019 e 2020, il prossimo appuntamento è il 5 e 6 maggio, in occasione dell’F8, la sua conferenza annuale degli sviluppatori organizzata da Facebook F8, dove l’azienda mostra le sue ultime tecnologie, app e la sua visione per il futuro. Le ultime dichiarazioni in merito parlano di:

“… dimostrazioni di prodotti, sessioni di approfondimento che mostrano come la tecnologia può permetterti di unirti e creare il tuo miglior lavoro e opportunità per farti rete con la nostra comunità di sviluppatori globali e imparare gli uni dagli altri.”

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