Come LinkedIn Ads accelera il tuo Employer Branding

Avere familiarità con i contenuti sponsorizzati di LinkedIn, gli annunci nativi che vengono pubblicati nei feed, non significa automaticamente conoscere in modo approfondito anche il loro utilizzo per l’Employer Branding.

Resta però valido un principio: i contenuti sponsorizzati sono un potente acceleratore per le attività organiche. In altre parole, le attività onpage sono una premessa necessaria per l’adv: è grazie ad esse infatti, che possiamo rilevare ed elaborare i primi dati su contenuti e profilazione del target.

Le sponsorizzazioni ci permettono poi di implementare una strategia più articolata per aumentare le performance in termini di awareness, reputation e trust agli occhi dei potenziali candidati.

Ecco i miei consigli per alimentare la brand awareness e fare arrivare una proposta a persone che hanno le capacità e le competenze desiderate.

Testing

Iniziamo dalla forma, anzi, dai formati.

In base allo storico di FLYWEB il più performante è l’immagine statica con il link: è il migliore in termini di costo per clic, costo per visualizzazione e percentuali di clic. Questo vale soprattutto nel caso in cui puntiamo a obiettivi di conversione, come la ricerca di candidati da indirizzare verso il sito aziendale.

In ogni caso, prima di ogni campagna, è sempre necessario avviare una fase di test sugli annunci, i contenuti e i formati. L’algoritmo di LinkedIn potrebbe cambiare in qualsiasi momento, potremmo non disporre di un adeguato storico di dati, oppure il target di pubblico con cui interagire è completamente nuovo.

In questo senso, è opportuno mettere da parte le proprie convinzioni e lasciar parlare i dati testando continuamente i vari contenuti e formati su quel target specifico in momenti diversi della giornata e della settimana.

Advertising

Nulla di nuovo dal punto di vista della logica di selezione e pubblicazione dei contenuti a pagamento: il meccanismo è ad asta. Otteniamo visualizzazioni e clic quando riusciamo a superare le offerte dei competitor che in quel momento stanno profilando e cercando di spingere sul medesimo pubblico. Per i meno esperti è sempre meglio operare inizialmente con l’aiuto dell’automatic bidding, permettendo alla piattaforma di definire i costi della campagna.

Dobbiamo però considerare che con il manual possiamo provare ugualmente a testare per CPM (costo per mille impression) o CPC (costo per clic), inserendo valori minimi e monitorando costantemente i risultati della campagna attivata.

Può succedere che i valori impostati siano troppo bassi e che quindi la campagna non performi: in questo caso non avrà prodotto risultati, ma neanche costi. Non c’è un budget minimo: si lavora in base alle dimensioni del pubblico che si intende raggiungere. Idealmente, dovremmo calcolarlo in base allo storico dei dati: ad esempio, ipotizzando un target potenziale di 100.000 persone e conoscendo il CPM, si può calcolare il costo complessivo per raggiungere tutto il pubblico.

Un’ultima nota. Se l’obiettivo è ottenere delle conversioni, come ad esempio l’attivazione di una candidatura, non sarà sufficiente che il target veda il contenuto una sola volta. Di conseguenza, per giungere alla definizione di un budget minimo bisognerà dividere la dimensione del pubblico per il CPM e moltiplicare il risultato per la frequenza di volte che riteniamo utile visualizzino il contenuto.

Ongoing

Per capire quanto budget occorre dedicare alla fase di test bisogna testare tutto e farlo in maniera costante. In questo senso, il budget dedicato al testing è… il 100%!

Se per test, invece, consideriamo solo la fase iniziale di un’attività di promozione, rispetto alla quale non disponiamo di uno storico di dati, suggerisco di dedicare almeno un 50% del budget complessivo per monitorare i risultati e provare tutte le impostazioni e i formati messi a disposizione da LinkedIn. Testare non significa sprecare: i risultati arrivano sempre, seppure inizialmente non ottimizzati. In una seconda fase, una quota supplementare del 30% permetterà di approfondire i dati raccolti e stabilizzare la configurazione della campagna.

Questo mio contributo è parte dell’eBook “Comunicare su Linkedln in tempi di emergenza e di crisi”, curato da TalentIn e frutto della maratona di webinar #TiAlive. Se desideri una panoramica più ampia sulla comunicazione in LinkedIn, puoi scaricare gratuitamente il vademecum a questo link: https://talentinacquisition.com/comunicare-su-linkedin-in-tempi-di-emergenza-e-di-crisi/.

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