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Le comunicazioni in rete soffrono di un male strutturale e incontrollabile. Il 95% è costituito da messaggi di spam, mentre il 5% non arriva a destinazione. L'Italia è la prima in Europa per spam.
Protetti dai sistemi di sicurezza aziendali e da quelli dei provider, spesso non si percepisce la mole di spam nella casella di posta. Eppure, il 95,6% delle email è costituito da messaggi indesiderati e pertanto finisce nei sistemi di protezione e filtering. È quanto emerso dal rapporto ENISA (European Network and Information Security Agency. Il numero di email spazzatura è cresciuto nello scorso anno dell'1,6%, partendo già da una cospicua base pari al 94%. Tale scenario contribuisce a incrementare il lavoro degli help desk: il 10% delle chiamate di assistenza complessive. Per quanto riguarda l'Italia, la novità è che siamo diventati il principale produttore di spam a livello europeo con una "produzione" pari al 3%, piazzandosi all'ottavo posto a livello mondiale. Fortunatamente le prime posizioni sono ancora lontane, ma considerando le dimensioni della popolazione e la diffusione di internet sul territorio tricolore il 3% rappresenta un record significativo. A guidare la classifica i soliti noti, con la prima posizione saldamente in mano agli USA (19.8%), seguiti da Cina (9.9%) e Russia (6.4%). Tratto da un articolo di Alessandro Vinciarelli per PMI
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